Madison Bycroft

Madison Bycrof con Mollusc theory - soft bodies continua la sua ricerca sulla possibilità di creare un’empatia con l’altro. Quella proposta a Fies è una performance in cui attraverso diversi linguaggi, come il video, la parola, il copro, il movimento collaborano nella creazione di una narrazione in cui l’animale diventa “filosofo, maestro, teorico di una nuova dottrina su soggettività e amore”.


Nome, cognome, data e luogo di nascita «Madison Bycroft, 1987, Adelaide, Australia del Sud».
In quale epoca e luogo vorresti essere nata? «Atlantide, oppure a bordo del nautilus».   Qual è la prima cosa che fai appena sveglia? «Considerare le conseguenze di dormire più a lungo».
Qual è il luogo che preferisci nella tua città? «Non vivo ad Adelaide da un po’ di tempo ... Ma quando ci vivevo, il mio posto preferito era il tetto della casa di mia madre durante l’estate. Si trova in campagna, le gazze starebbero cantando e i kookaburra ridendo... Il cielo sarebbe potuto essere rosso, e avrei potuto vedere al di là delle colline aride intorno a me. È un panorama veramente particolare. Sul tetto potevo anche fumare una sigaretta, senza essere nei guai».
Quali sono i tuoi riferimenti visivi? «Al momento, Tim & Eric».
Esiste un limite che non oltrepasseresti mai? Quale? «Qualsiasi confine che Mufasa mi proibisca di oltrepassare».
Cosa è la fatica per te? «Mancanza di vitamina B12».
Quale credi che sia la forza del tuo progetto per Live Works? «Ho riflettuto sul materiale per circa un anno – questo per me è una nuova forza ed è eccitante - non mi sono ancora stancata dei molluschi».
Cosa ti aspetti da questi giorni di permanenza? «Mi aspetto di diventare molto ansiosa, nervosa, di arrivare al panico, e poi la festa! Ma quello che spero è che i primi tre stati vengano rimpiazzati dall’immersione nel fiume, guardare le montagne e godere del canto delle cicale. Gli altri artisti presenti sono tutte persone meravigliose. Sto imparando molto , e mi sento veramente privilegiata ad essere qui».
Un aggettivo che descriva il tuo supercontinente ideale: «Fluido».
Roberta Pucci
Data: 20/07/2017


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