SPECIALE VENEZIA

Quarant'anni di fotografia, dedicata alla “Enchanted Nature” di Carla Bordini Bellandi, dove l'errore è un “prodotto” da valorizzare




"Enchanted Nature" di Carla Bordini Bellandi è il lavoro esposto per "Personal Structure" nella sede di Palazzo Mora fino al 26 novembre, in occasione della Biennale di Venezia 2017. Dal cumulo di foto raccolte dall'artista in un quarantennio di lavoro, emerge una visione della natura inquietante, descritta per impressioni quasi astratte più che da segni netti e concreti. O meglio, più che di astrazione si dovrebbe parlare di un estremo lavoro di sintesi visiva, in cui l'errore non è da cancellare in post produzione ma piuttosto da valorizzare. Le opere vanno a comporre un'installazione per immagini caratterizzata da un ritmo più filmico che fotografico. Il fuori fuoco, la sbavatura, le cesure cadenzate della stampa rimandano ai frammenti di una pellicola fuori formato, che allude al movimento dell'occhio di fronte alla staticità del soggetto.
Carla Bordini Bellandi, Enchanted Nature
L'artista, che si definisce una "ricercatrice visiva", propone una riflessione sullo stato di una natura tanto accogliente quanto densa di turbamenti. "Le foto della Bordini Bellandi, che vivono attraverso il suo sguardo e svelano aspetti nascosti e simboli, sono immagini che raccontano una natura osservata attraverso una visione onirica, alla ricerca di un pieno recupero del contatto con essa ma soprattutto del suo riconoscimento come elemento degno di rispetto e da non "usare” in maniera indiscriminata”. Il senso del perturbante che ne emerge rende la serie di otto frammenti di foto una sorta di vetrata scandita da telai sottili eppure presenti, come un trompe-l’oeil che racconta una natura forse fasulla. 
Penzo+Fiore
Data: 27/06/2017


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